Tante ancora le cose da chiarire su quanto accaduto all'interno di La Constellation, il locale di Crans-Montana in cui hanno perso la vita 40 ragazzi intenti a festeggiare il Capodanno. Tra queste il mistero dei certificati di morte. Questi, infatti, non riportano le cause dei decessi. La domanda sul perché le salme delle vittime della strage siano state rimpatriate senza che la Procura disponesse accertamenti medico legali, non è soltanto dell’avvocato Alessandro Vaccaro, legale della famiglia di Emanuele Galeppini, uno dei sei ragazzi italiani morti.
A denunciare la stranezza anche il legale Sébastien Fanti: "C’è qualcosa che non ha funzionato nell’applicazione della procedura. Non è possibile che le salme siano state rimpatriate senza un certificato che specifichi le cause della morte". Motivo che potrebbe portare gli avvocati a presentare un’istanza e l’apertura di un fascicolo a Roma. A far insospettire la famiglia di Emanuele il fatto che sia stato identificato attraverso il dna. Eppure sul corpo non c’erano segni di ustione. E soprattutto Emanuele aveva in tasca il cellulare e i documenti, conservati in una custodia di plastica, tutto integro. La famiglia aveva chiesto alle autorità elvetiche di eseguire l’autopsia, ma la richiesta è caduta nel vuoto.














