«Mentre suo figlio, capo staff de “Le Constellation”, tentava di rompere le pareti di plexiglass del dehor per consentire la fuga dei ragazzi dalle fiamme, sua madre, Jessica Moretti, scappava con la cassa stretta tra le braccia». Sono state la parole di alcuni testimoni che avrebbero raccontato alla polizia svizzera un’altra raccapricciante circostanza della notte di capodanno a Crans-Montana, dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite.
E adesso il riscontro, alle parole di chi a San Silvestro era vicino al bar, o dentro al locale, e ha avuto la fortuna di salvarsi, si cerca nelle immagini. La procuratrice di Sion ha acquisito tutti i video girati dai ragazzi, ma soprattutto quelli delle videocamere di sorveglianza che inquadravano l’ingresso della discoteca. Perché in un clima di rabbia, soprattutto nei confronti di Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi, quelle dichiarazioni potrebbero anche essere state dettate dal desiderio di vendetta per una strage assurda. O dalla suggestione.
Se confermata, la circostanza potrebbe aggravare anche le contestazioni nei confronti della donna, con la configurazione dell’omissione di soccorso, come riportato da “Repubblica”, ma intanto la procuratrice Béatrice Pilloud potrebbe anche valutare a prescindere un inasprimento delle contestazioni con il dolo eventuale per entrambi gli indagati, dal momento che più elementi dimostrano come i gestori del locale fossero perfettamente consapevoli dei rischi per i clienti: dai materiali altamente infiammabili utilizzati per il soffitto, alla chiusura della uscite di emergenza, fino all’assenza di un impianto antincendio e degli estintori. Bisognerà accertare, inoltre, se il locale avesse l’assicurazione obbligatoria che, però, le compagnie non stipulano in caso di irregolarità.













