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5 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:39

“Una tragedia che segna un prima e un dopo”. Così il presidente della Confederazione elvetica, Guy Parmelin, ha definito la strage di Capodanno a Crans-Montana, costata la vita a giovanissimi e destinata a lasciare un segno profondo non solo nelle famiglie delle vittime, ma nell’intera comunità svizzera e internazionale. “È la prima volta nella mia vita che mi trovo di fronte a un evento che porta via giovani vite – ha detto in un’intervista alla Rsi – e ho l’impressione che ci sarà un prima e un dopo Crans-Montana per molte persone e per me”.

È il tempo del dolore e del rientro delle vittime nei luoghi d’origine. Terminata l’identificazione dei corpi, un volo dell’Aeronautica militare riporterà in Italia le giovani vittime italiane. Un C-130 partirà da Sion e atterrerà a Milano Linate, da dove i feretri dei sedicenni Achille Barosi e Chiara Costanzo raggiungeranno il capoluogo lombardo, quello del coetaneo Giovanni Tamburi sarà trasferito a Bologna, mentre Genova accoglierà il corpo del quasi diciassettenne Emanuele Galeppini. Il volo proseguirà poi per Roma Ciampino, con il feretro del sedicenne Riccardo Minghetti.