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Ultimo aggiornamento: 15:09
Tutti hanno visto le lacrime dei vigili del fuoco intervenuti durante il devastante rogo del bar Le Costellation di Crans Montana. Ma probabilmente quel dolore è ancora più forte in considerazione del fatto che il numero di vittime poteva essere ancora più alto. Una settimana dopo la tragedia che ha sbriciolato la vita di decine di ragazzi e ragazze, tra morti e feriti in condizioni disperate – i pompieri del Vallese denunciano gravi carenze operative. Nonostante la pronta risposta durante l’incendio del 1 gennaio, molti vigili del fuoco avvertono che la loro efficacia è dipesa quasi esclusivamente da una combinazione fortunata: ovvero la presenza di personale in caserma quella notte perché festiva e perché il Comune aveva vietatoi fuochi d’artificio per cui era stato preevisto un dispositivo consistente.
David Vocat, comandante dei pompieri di Crans-Montana, ha spiegato che normalmente il corpo è formato da volontari che devono lasciare casa o lavoro per intervenire, rendendo le disponibilità notturne eccezionali. “Quella sera eravamo pronti, ma non è la regola”, ha detto Vocat alla televisione svizzera RTS.
I pompieri intervistati evidenziano tempi di intervento più lunghi e organici ridotti come fattori che potrebbero aggravare le conseguenze in emergenze future. In tutta la Svizzera i tempi raccomandati per l’arrivo sul luogo di un incendio sono di 10-15 minuti con sei uomini e i mezzi necessari, standard difficile da rispettare nel cantone vallese. Il problema, secondo i vigili, non è solo la geografia montuosa: “Manca il personale e mancano risorse finanziarie. La responsabilità grava su di noi, ma non abbiamo gli strumenti per farvi fronte”, denuncia uno dei pompieri a RTS.









