Tutte le scuse sono buone per innamorarsi di Lione. Lasciando però stare le vecchie dicerie. Tra Torino e Parigi, città golosa per antonomasia, Lione fu l’antica capitale della Gallia. Ma non passa più, come un tempo, per la culla della Grande Cucina Francese. Certo, il ristorante Paul Bocuse, araldo della tradizione, fa sempre la sua bella figura. Ma Lione la cosmopolita, ben più italiana di quanto sfoggi, è pure altro: un industrioso epicentro d’iniziative culturali. C’è chi la scopre a maggio per le Nuits Sonores, il più importante festival di musiche elettroniche d’Europa. O d’inverno, quando con la Festa delle Luci la prima settimana di dicembre diventa un enorme schermo diffuso di psichedeliche proiezioni in 3D sulle storiche facciate del centro cittadino. Tanti a settembre, fissano qui residenza per seguire, un anno la Biennale della Danza e il successivo quella dell’Arte Contemporanea. A metà ottobre quando c’è il patrimoniale cine-festival dell’Institut Lumière, magari vi capiterà d’incappare per strada su Scorsese, Tarantino, Guillermo del Toro, Isabelle Huppert e la Bellucci (senza Tim Burton) ma con Bellocchio, Sorrentino e Tornatore. Per la vostra venuta, ecco qualche dritta per ben rifocillarsi a Lione, ma dietro le quinte. A scanso d’equivoci: questo off è la vera scena in di Lione.