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Ultimo aggiornamento: 8:06

Nel ‘Sistema Sorrento’ fanno capolino le fatture false a una cooperativa di servizi di guardiania per mascherare le tangenti a Massimo Coppola. L’ex sindaco è accusato di aver intascato soldi anche da una pratica di superbonus su una struttura pubblica gestita da un Cda di nomina sindacale. Le rivelazioni portano la firma del giornalista-staffista Francesco Di Maio, patron di Agorà: fu assunto da Coppola, ed è Di Maio a dirlo, per garantirgli buona stampa sul settimanale. I due furono arrestati in flagranza di reato, il 20 maggio scorso, mentre ricevevano una mazzetta dall’imprenditore di Prisma Michele De Angelis. Il 20 febbraio comincerà il loro processo.

Di Maio è deciso a vuotare il sacco quando il 23 luglio alle 17.15 si siede davanti al pm di Torre Annunziata Matteo De Micheli. Inizia a collaborare. Nelle molteplici vesti di amico di De Angelis, stretto collaboratore del sindaco, mediatore dei loro rapporti corruttivi, testimone di numerosi incontri tra il sindaco e i dirigenti municipali che firmavano gli appalti sotto inchiesta, e capo di un diffuso settimanale locale, il giornalista è in possesso di segreti e confidenze di primissimo piano che fanno gola alla Procura, provenienti da varie fonti. Tra cui la soffiata ricevuta da M. S., un pregiudicato di Sorrento per abusi edilizi e reati violenti, con diversi processi in corso per diffamazioni a politici e funzionari pubblici, che però si presentava in pubblico come blogger, pubblicista e portavoce di una associazione di legalità. Su questo punto torneremo dopo.