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Ultimo aggiornamento: 14:05
Le confessioni di Francesco Di Maio e Michele De Angelis sono convergenti: a Sorrento i bandi di gara venivano scritti direttamente dall’imprenditore tangentaro che se li doveva aggiudicare. Così da cucirseli addosso. Lo dice l’ex staffista di Massimo Coppola, ex sindaco della città. Lo conferma il presidente della cooperativa Prisma. L’uomo che all’ex sindaco portava settimanalmente una busta ricolma di contanti per vincere e conservare gli appalti della refezione scolastica, con il retropensiero di poter essere soppiantato da altra ditta vicina alla politica (ma su questo torneremo).
Poi, come è noto, oppresso dai debiti e dai conti in rosso, il banco è saltato, De Angelis si è autodenunciato e ha denunciato, si è fatto microfonare dal pm e dalla Finanza, e ha fatto arrestare i due in flagranza di reato la notte del 20 maggio scorso all’uscita del ristorante L’Antico Frantoio, con le banconote segnate addosso.
Il prossimo 4 maggio Di Maio inizierà il processo a Torre Annunziata con rito abbreviato – per Coppola pende una richiesta di patteggiamento – e dagli atti depositati e a disposizione delle parti emerge un racconto univoco e combaciante. I verbali che ilfattoquotidiano.it vi rivela in esclusiva sono quasi sovrapponibili. Anche questi sono stati acquisiti dalla commissione prefettizia d’accesso che ha dato parere favorevole allo scioglimento del comune di Sorrento per infiltrazioni malavitose. De Angelis (indagato di induzione indebita) parla il 3.6.25, Di Maio (in quel momento in carcere con la stessa accusa) il 23.7.25.






