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Lunedì il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha detto che il governo sta «tentando il possibile e l’impossibile» per liberare Alberto Trentini, il cooperante italiano in carcere in Venezuela da più di un anno senza accuse formali. Tajani lo ripete da giorni, dopo che gli attacchi degli Stati Uniti e la cattura del presidente Nicolás Maduro hanno reso ancora più incerta la situazione dei numerosi detenuti politici in Venezuela. Al momento le informazioni sono poche e come dall’inizio di questa vicenda il riserbo sulle trattative in corso per scarcerare Trentini è molto.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha la delega ai servizi segreti, ha detto che il governo sta continuando a lavorare alle negoziazioni ma che «ogni parola in più può solo danneggiare la celere soluzione della vicenda». Tajani dal canto suo ha detto di nuovo di sperare nel dialogo con l’amministrazione di Delcy Rodríguez, la vicepresidente di Maduro nominata presidente ad interim del Venezuela. Per ora non si sa come Rodríguez deciderà di comportarsi rispetto ai prigionieri politici: tra Natale e Capodanno ne erano state liberate decine, ed era attesa un’altra scarcerazione di altre persone proprio in questi giorni.









