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La scorta cubana
Da quando a inizio agosto l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato una ricompensa di 50 milioni di dollari per ottenere informazioni utili al suo arresto, il presidente venezuelano Nicolás Maduro era diventato più guardingo.
Maduro aveva cambiato abitudini e aveva cominciato a seguire alcune regole base di sicurezza, senza che la cosa diventasse troppo evidente. Aveva diminuito le sue apparizioni in pubblico. Usava telefoni usa e getta per evitare di essere intercettato e per non indicare di continuo la propria posizione. Cambiava spesso anche il luogo dove passava le sue notti: aveva a disposizione tra i sei e gli otto posti diversi per dormire e decideva dove fermarsi soltanto a fine giornata.
Aveva anche deciso di aumentare il numero di guardie del corpo cubane attorno a lui. Nella sua scorta c’erano anche militari cubani perché il governo di Cuba da tempo aveva deciso di occuparsi della sicurezza del presidente venezuelano.












