La politica internazionale vive per lo più del dietro le quinte: qualcuno può parlare con certezza delle conversazioni bilaterali tra Usa e Russia, tra Cina e Russia, tra Cina e America? Il solo bisbigliare ci fa intercettare che si stiano spartendo il mondo in un giro di compasso che ricrea l’ordine mondiale, ridiscutendo le linee rosse e pure quelle di tutti gli altri colori che il business dispone: fondi sovrani, colossi energetici, multinazionali del settore digitale o delle armi, proprietà e controllo delle aree dove si innervano i minerali preziosi per le industrie moderne; e poi il controllo delle infrastrutture, quelle che poggiano in fondo agli oceani o sulla terra o sono sospese nei cieli.
Per Donald Trump, le politiche relative al commercio internazionale sono strettamente collegate alla tutela della sicurezza nazionale. A maggio, lo confermò in esclusiva alla Verità l’allora presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, Stephen Miran. Ebbene, il nostro giornale ha avuto adesso l’opportunità di intervistare, sempre in esclusiva, il successore di Miran a questo delicato incarico: Pierre Yared.
Trump con un blitz ha catturato Maduro. In Venezuela festeggiano. La sinistra in cortocircuito insorge. Ma anche a destra si intravede una certa freddezza. Giorgia Meloni, pur approvando l’operazione, «reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da perseguire». L’impressione è che anche a destra siete rimasti tutti un po’ spiazzati.










