Il mondo fa sul serio, ma l’Europa non se n’è accorta. In poche settimane gli equilibri globali si sono mossi con una rapidità che toglie il fiato e con una gravità che non ammette distrazioni. In Medio Oriente si riscrivono accordi destinati a segnare il futuro della regione; la Russia si dota del missile per l’Apocalisse e parla di scontro diretto con il resto del Continente; Stati Uniti e Cina si incontrano per ridefinire i contorni del loro confronto strategico. Nel frattempo il conflitto in Ucraina non offre sbocchi, in Sud America Trump prepara nuove guerre regionali, e la corsa globale all’atomica fa impallidire le vecchie formule della deterrenza.

Russia testa nuovo missile nucleare Burevestnik, Putin: "Nessun altro al mondo possiede arma simile"

Eventi che un tempo avrebbero definito intere epoche nei manuali di storia oggi si susseguono in poche settimane, senza lasciare il tempo di comprenderne la portata. È un’accelerazione che non riguarda solo il ritmo della cronaca, ma la struttura stessa della geopolitica. Da Washington a Pechino, da Mosca a Jakarta passando per Delhi e Seul, le potenze ridisegnano interessi e gerarchie, rafforzano i propri arsenali, si contendono terre rare, dati ed energia. Tutto si muove e si ricompone in assetti nuovi e ancora instabili, dove ogni mossa pesa e ogni esitazione si paga.