In un’epoca in cui la geopolitica sta riscrivendo le regole dell’economia globale, i confini tradizionali tra mercati e Stati si stanno dissolvendo a una velocità senza precedenti. Ciò che un tempo era dominio esclusivo di diplomatici e negoziatori commerciali è oggi diventato parte integrante del lavoro di ogni Ceo e consiglio di amministrazione. Comprendere la geopolitica non è più un esercizio opzionale di gestione del rischio, ma un elemento centrale della strategia aziendale.

Nell'ultimo anno, i governi hanno assunto un ruolo molto più assertivo nel determinare i risultati economici, mentre le politiche industriali sono tornate con forza sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti. Inoltre, i controlli sulle esportazioni e i meccanismi di screening degli investimenti sono ormai diventati strumenti standard dello statecraft economico.

Allo stesso tempo, il mondo si trova ad affrontare enormi necessità infrastrutturali - per gestire la transizione energetica, la digitalizzazione e la resilienza - che non possono essere soddisfatte dai soli bilanci pubblici. Il risultato è un legame sempre più profondo tra le priorità statali e il capitale privato.

Affrontare una maggiore complessità globale