Un dolore infinito, vecchio in apparenza di 43 anni ma purtroppo sempre nuovo, si ravviva in quel seminterrato svizzero per la signora Gianna Sacchi. Nel 1983 perse nel rogo del cinema Statuto il marito Giancarlo e il figlio Andrea, di appena dieci anni. Lei era a casa con l’altro figlio Davide, tredicenne, che aveva l’influenza.
Signora, come si può sopravvivere a una cosa simile?
«Davide mi permise di combattere la depressione, e l’affetto di tante persone mi diede la forza. Bisogna cercare di affrontare il dolore facendo qualcosa per gli altri, e con gli altri restare insieme».
Forse nessuno può davvero immaginare cosa lei stia provando adesso.
«Enorme dolore e altrettanta rabbia perché certe cose accadono ancora. Quei poveri ragazzi non si rendevano conto, filmavano un momento della propria vita senza capire che erano sul punto di perderla».









