Mentre leggo i nuovi confusi sviluppi dell’infinito delitto di Garlasco (che il 13 agosto compirà 18 anni), non riesco a non pensare ai genitori della vittima, Rita Preda e Giuseppe Poggi. Se perdere una persona cara è terribile, perdere una figlia è indicibile, tanto che non esiste parola per definire coloro che vengono a trovarsi in una condizione così contraria alle leggi di natura. Chi ci è passato sostiene che qualsiasi dolore, persino quello, possa essere attraversato e sublimato. Non subito, non del tutto, ma può esserlo.