Omicidio, lesioni e incendio colposi. È stata aperta l’inchiesta sulla strage di capodanno a Crans-Montana, almeno 40 ragazzini morti e 119 feriti, di cui sei non ancora identificati. Anche gli italiani che mancano all’appello, con i genitori che li cercano disperati, sono sei: i familiari sperano ancora. E ieri, oltre ai tanti testimoni, sono stati convocati in procura Jacques Moretti e Jessica Maric Moretti, la coppia di francesi proprietaria del bar “Le Constellation” dove intono all’1.30 del primo gennaio è scoppiato l’inferno. Anche la donna si trovava nel bar e ha riportato ustioni a una mano, mentre il marito era in un altro locale vicino di loro proprietà. Per la procuratrice generale Béatrice Pilloud, sono ancora persone informate sui fatti, formalmente non indagati. «Hanno permesso di chiarire la configurazione interna dei locali, i lavori effettuati e la capienza», ha spiegato il magistrato nel corso di una conferenza stampa. «Le Constellation era stato controllato tre volte in 10 anni e tutto era stato fatto secondo le norme», si è limitato a dire alla “Tribune de Geneve” Moretti, aggiungendo soltanto di non star bene e di non volere rilasciare dichiarazioni. Nell’incendio sarebbero morti anche alcuni dei dipendenti del locale rilevato dalla coppia 10 anni fa, quando era in stato di abbandono dopo essere già andato a fuoco. Dopo la ristrutturazione era diventato di tendenza soprattutto tra i giovanissimi, visto che era l’unica discoteca ad aprire le porte ai 16enni. «Anche se in realtà - ha raccontato un 13enne all’emittente Bfm Tv - di solito c’erano anche ragazzini più giovani che dicevano “tanto non controllano”». E l’età dei feriti lo conferma, il più giovane ha 14 anni.