L'editoriale si chiude con un monito sulla fiducia per l'anno che verrà: "L’anno nuovo non merita per forza fiducia automatica, la fiducia richiede attenzione, occhi ben spalancati e memoria, perché dimenticare resta il modo più semplice per ripetere sempre gli stessi errori"

Beppe Grillo

Genova - "Il mio tempo non è ancora venuto, io sono postumo". Con una citazione nietzschiana e un lungo post dai toni cupi e riflessivi, Beppe Grillo torna a scrivere sul suo blog nell'ultimo giorno dell'anno, rompendo un silenzio che durava da tempo. Un intervento che arriva al termine di un anno segnato dalle fortissime tensioni interne al Movimento 5 Stelle e dallo strappo, ormai definitivo, con la leadership di Giuseppe Conte dopo l'assemblea costituente che ha sancito l'eliminazione del suo ruolo di Garante.

Il fondatore del Movimento affida alla rete un'analisi amara sullo stato del Paese e della politica italiana: "Vedo un Paese che si è abituato a tutto, all’ingiustizia che diventa una procedura, al dolore che diventa una pratica amministrativa e al silenzio che viene scambiato per equilibrio", scrive Grillo. L'attacco alla classe politica attuale è frontale e non risparmia nessuno: "La politica continua a recitare, cambiano le sigle, i simboli, gli accordi, e le facce sono sempre le stesse, che come zombie si trascinano con la scorta tra i palazzi". Parole pesanti che sembrano scavare un solco incolmabile rispetto all'attuale corso del M5S, pur senza citare esplicitamente i nuovi vertici o i processi legali legati al suo contratto di consulenza.