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Ultimo aggiornamento: 7:00
Tra la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo più che fare analisi di un 2025, per tantissimi versi orribile, mi auguro un 2026 migliore. Il miglioramento della qualità della vita terrena non dipende però solo dagli altri, men che mai da fattori ultra terreni, ma anche dal nostro impegno quotidiano per fermare o quanto meno rallentare un declino umano che ci spinge sempre più verso la barbarie.
In primo luogo, tocca ripensare e riprendere un cammino di umanità, riscoprire il senso di esseri umani, ossia persone dotate di cuore e di intelletto, e quindi di razionalità, per riflettere bene su dove stiamo andando. Siamo nell’era delle nuove guerre, della folle corsa al riarmo, della violenza sempre più brutale, della sopraffazione dei forti nei confronti dei più deboli. Bisogna rendersi conto che questa progressiva e costante corsa verso guerre sempre più devastanti oltre che provocare tante morti, come sempre accade nelle guerre e come la storia dovrebbe insegnare, oggi determinano, più che nel passato, per la tipologia di armi utilizzate, devastazioni ambientali e territoriali senza precedenti e il rischio concreto della fine stessa del genere umano e di ogni vita sul pianeta.











