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30 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 16:02
Fine anno, tempo di bilanci oltrepassando la quotidianità. E ancora una volta lo sguardo a campo lungo mette in tutta evidenza l’avvenuto – spietato – smantellamento di quel vasto patrimonio di valori e istituzioni che avevano reso più umano il mondo chiamato Occidente; che un testimone mai fazioso – Ralf Dahrendorf – definì “ricco, civile e illuminato”. L’assetto più generoso che la nostra specie abbia mai conosciuto. E perso. Ossia quella democrazia ridotta ormai a cumulo di macerie. Devastazione compiuta attraverso l’uso luciferino delle parole, come disarmo totale della volontà atta a tutelarne senso e significato. Dimenticati e screditati. Del resto chi scrive lo constata settimanalmente leggendo gran parte dei commenti pubblicati in questo blog; ispirati dalla furia di sbarazzare preziose acquisizioni concettuali, svilite dall’avversa propaganda a piagnucolose memorie di un passato morto e sepolto.
Nel 2025 agli sgoccioli, passo a visitare i loculi delle idee martirizzate prendendo spunto da una vecchia metafora di un grande politologo americano – Robert Dahl – e dal più recente commento di un apprezzato filosofo italiano: Remo Bodei.






