Il silenzio come "forma più elevata di presenza".

E la giustizia, "agitata da tutti come una bandiera e usata come una clava".

Riflessioni che Beppe Grillo ha lasciato a fine anno nell'ultimo post 'politico' del suo blog. E che riemergono in un pranzo romano. La scorsa settimana, il fondatore del Movimento è tornato a riunire i suoi più fidati al solito hotel Forum. "Una chiacchierata tra vecchi amici", spiega chi c'era. A tavola, però, non manca la politica. Le sorti del M5S e la battaglia sul simbolo, certo, ma anche il referendum. "Votare sì o no?", chiede qualcuno dei partecipanti.

Ma l'ex garante pentastellato schiva la domanda e preferisce astenersi. Da giudizi tranchant, così come da comunicazioni ufficiali.

Per ora, quando si parla di giustizia, riaffiora il "dolore" per la vicenda giudiziaria di suo figlio Ciro. "Ha un pugnale piantato nel cuore, ce l'ha con i magistrati per quella sentenza", racconta chi con Grillo ha uno scambio costante. Ma l'intenzione di voto in vista del referendum resta un'incognita.