Caricamento player

C’è uno strumento musicale che da più di tre secoli viene suonato quasi esclusivamente nelle regioni dell’Italia meridionale e che si vede in giro soltanto nel periodo di avvicinamento alle vacanze di Natale, tra novembre e dicembre: la zampogna. È diffuso soprattutto in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo e Molise, dove viene usato per suonare danze pastorali, canti popolari e soprattutto celebri melodie natalizie, alcune legate alla tradizione cattolica come “Tu scendi dalle stelle”, “Astro del ciel” e “Adeste fideles”, altre laiche e di origine anglosassone come “Jingle Bells” e “We Wish You a Merry Christmas”.

In questi posti i musicisti che suonano la zampogna, detti “zampognari”, sono considerati figure del folklore locale. Sono molto riconoscibili per via del vestiario, ispirato a quello dei pastori: mantelli o pelli di pecora, gilet di lana, camicie rustiche, calzoni pesanti, fasce o cinture in cuoio e spesso un cappello a falda larga.

Li si vede in giro per le poche settimane delle feste, durante le quali si spostano tra piazze, mercati, chiese e vie dei centri storici, esibendosi spesso in coppia o in piccoli gruppi. Tradizionalmente suonano all’aperto, fermandosi davanti alle abitazioni, nei luoghi di ritrovo o durante eventi religiosi legati al periodo dell’Avvento. In passato era comune che girassero di casa in casa, ricevendo in cambio offerte in denaro o cibo, ma oggi la loro presenza è più spesso legata a manifestazioni organizzate, presepi viventi o iniziative culturali.