Finisce nel piatto soprattutto tra la Vigilia di Natale e Capodanno, ma l’anguilla europea (Anguilla anguilla) è una specie a un passo dall’estinzione, e molti non ne sono consapevoli. Nei mercati di molte città italiane questi animali - e soprattutto il capitone, cioè la femmina di grosse dimensioni - vengono venduti vivi come piatto forte della tradizione.

La Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) la classifica come “In pericolo critico” (CR, Critically Endangered), cioè corre un rischio estremamente elevato di scomparire in natura. Le stime parlano di una diminuzione di oltre il 90% di esemplari nelle ultime tre generazioni.

Un ciclo vitale straordinario

L’anguilla europea - pesce osseo marino e d'acqua dolce appartenente alla famiglia Anguillidae - è diffusa in un’area vastissima che comprende tutta l’Europa, l’Asia Minore e il Nord Africa. Vive in foci, lagune, paludi, stagni, laghi, canali, fiumi, torrenti. Durante la stagione riproduttiva migra nei mari e nell’Oceano Atlantico.

La sua vita è segnata da una delle migrazioni più straordinarie: per riprodursi abbandona le acque interne o costiere, dove trascorre la maggior parte della sua esistenza, e percorre diverse migliaia di chilometri fino al Mar dei Sargassi, dall’altra parte dell’Atlantico. Durante l’intero viaggio smette di nutrirsi, mentre l’apparato digerente regredisce e il corpo assume la tipica colorazione dell’“anguilla argentata”. Dopo la riproduzione, gli adulti muoiono. Le larve, invece, vengono trasportate dalla corrente del Golfo e, nell’arco di circa tre anni, ritornano verso l’Europa: qui, in prossimità delle coste, si trasformano prima in anguille cieche e poi in anguille gialle, pronte a risalire nuovamente fiumi e corsi d’acqua, completando così il loro prezioso ciclo vitale.