Una strigliata alla Chiesa, una citazione di Papa Francesco e un pensiero a Gaza e all'Ucraina, "Mosca e Kiev trovino il coraggio di dialogare". La prima omelia del Santo Natale di Papa Leone XIV è un potente richiamo alla realtà per tutto il mondo cristiano.

"Il Natale rimotiva una Chiesa missionaria, sospingendola sui sentieri che la Parola di Dio le ha tracciato - sottolinea Prevost dal balcone di San Pietro, prima della tradizionale benedizione Urbi et Orbi -. Non serviamo una parola prepotente – ne risuonano già dappertutto – ma una presenza che suscita il bene, ne conosce l’efficacia, non se ne arroga il monopolio. Ecco la strada della missione: una strada verso l’altro. In Dio ogni parola è parola rivolta, è un invito alla conversazione, parola mai uguale a sé stessa. È il rinnovamento che il Concilio Vaticano II ha promosso e che vedremo fiorire solo camminando insieme all’intera umanità, mai separandocene. Mondano è il contrario: avere per centro sé stessi".

Anche se nessuno sembra crederci, "la pace esiste ed è già in mezzo a noi", ricorda il Pontefice. "Oggi, dunque, non soltanto siamo sorpresi dalla pace che è già qui, ma celebriamo come questo dono ci è stato fatto. Nel come, infatti, brilla la differenza divina che ci fa prorompere in canti di gioia. Cosi, in tutto il mondo, il Natale e per eccellenza una festa di musiche e di canti".