CITTA’ DEL VATICANO. «Il Verbo si fece carne e ora la carne parla, grida il desiderio divino di incontrarci- afferma il Papa missionario-. Il Verbo ha stabilito fra noi la sua fragile tenda. E come non pensare alle tende di Gaza, da settimane esposte alle piogge, al vento e al freddo, e a quelle di tanti altri profughi e rifugiati in ogni continente, o ai ripari di fortuna di migliaia di persone senza dimora, dentro le nostre città?. Fragile è la carne delle popolazioni inermi, provate da tante guerre in corso o concluse lasciando macerie e ferite aperte. Fragili sono le menti e le vite dei giovani costretti alle armi, che proprio al fronte avvertono l’insensatezza di ciò che è loro richiesto e la menzogna di cui sono intrisi i roboanti discorsi di chi li manda a morire». Leone XIV mette in guardia dalla «tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore» perché «Gesù vuole che tocchiamo la miseria umana, che tocchiamo la carne sofferente degli altri». Il Papa nella basilica di San Pietro, presiede la messa nella solennità del Natale. Ieri sera, a sorpresa, prima dell'inizio della celebrazione nella notte di Natale, il Pontefice si è affacciato sul sagrato per ringraziare i cinquemila fedeli arrivati in piazza nonostante la pioggia. Nell' omelia, la denuncia contro una «economia distorta che tratta gli uomini come merce». Stamattina il Pontefice ha rilanciato il messaggio di pace rivolto dalle Scritture a chi «si trova fra le rovine di città interamente da ricostruire». Infatti «anche se impolverati e feriti, i suoi piedi sono belli – scrive il profeta (Is 52,7) – perché, attraverso strade lunghe e dissestate, hanno portato un annuncio lieto, in cui ora tutto rinasce. È un nuovo giorno! Anche noi partecipiamo di questa svolta, alla quale nessuno sembra credere ancora: la pace esiste ed è già in mezzo a noi».