"Al Principe della Pace affidiamo tutto il continente europeo, chiedendogli di continuare a ispirarvi uno spirito comunitario e collaborativo, fedele alle sue radici cristiane e alla sua storia, solidale e accogliente con chi si trova nel bisogno.

Preghiamo in modo particolare per il martoriato popolo ucraino: si arresti il fragore delle armi e le parti coinvolte, sostenute dall'impegno della comunità internazionale, trovino il coraggio di dialogare in modo sincero, diretto e rispettoso". Così il Papa nel Messaggio natalizio 'Urbi et Orbi'.

"Chi non ama non si salva, è perduto", "ecco la via della pace: la responsabilità. Se ognuno di noi a tutti i livelli, invece di accusare gli altri, riconoscesse prima di tutto le proprie mancanze e ne chiedesse perdono a Dio, e nello stesso tempo si mettesse nei panni di chi soffre, si facesse solidale con chi è più debole e oppresso, allora il mondo cambierebbe", dice il Papa nel Messaggio natalizio. "Possiamo e dobbiamo fare ognuno la propria parte per respingere l'odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione", si appella il Pontefice.

Il Papa rivolge gli auguri in dieci lingue, compreso latino, cinese e arabo. E dopo aver riportato la tradizione degli auguri di Natale in varie lingue, di cui l'ultimo interprete era stato Giovanni Paolo II, Leone ha impartito la benedizione Urbi et orbi dal Loggione centrale della basilica di San Pietro.