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25 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:48
“Si arresti il fragore delle armi e le parti coinvolte, sostenute dall’impegno della comunità internazionale, trovino il coraggio di dialogare in modo sincero, diretto e rispettoso”: è il nuovo appello per la fine delle ostilità in Ucraina che Papa Leone XIV ha rivolto ai leader di Mosca e Kiev nel corso del messaggio natalizio Urbi e et orbi. Il pontefice, che è tornato a definire quello ucraino un “popolo martoriato” (come già il predecessore Francesco), ha “affidato al Principe della Pace” il continente europeo, “chiedendogli di continuare a ispirarvi uno spirito comunitario e collaborativo, fedele alle sue radici cristiane e alla sua storia, solidale e accogliente con chi si trova nel bisogno. In mattinata, nel corso dell’omelia durante la messa di Natale, Leone aveva fatto riferimento “alle tende di Gaza, da settimane esposte alle piogge, al vento e al freddo, e a quelle di tanti altri profughi e rifugiati in ogni continente, o ai ripari di fortuna di migliaia di persone senza dimora, dentro le nostre città”. “Fragile – ha sottolineato il Papa – è la carne delle popolazioni inermi, provate dalle guerre in corso o concluse lasciando macerie e ferite aperte. Fragili sono le vite dei giovani costretti alle armi, che proprio al fronte avvertono l’insensatezza di ciò che è loro richiesto e la menzogna” dei “roboanti discorsi di chi li manda a morire“.












