Papa Leone, la prima benedizione Urbi et Orbi: «La pace è possibile, il mondo cambierebbe se vi fosse più empatia al dolore altrui»

Prevost torna ad affacciarsi dalla Loggia di san Pietro per un messaggio spirituale in cui non mancano riferimenti nemmeno verso una Europa che dovrebbe ritrovare se stessa e le sue radici cristiane

giovedì 25 dicembre 2025 di Franca Giansoldati

Il bisogno di pace, la ricerca di pace, come raggiungere la pace. Libano, Palestina, Israele, Ucraina, Myanmar. Leone XIV torna ad affacciarsi dalla Loggia di san Pietro per un messaggio spirituale in cui non mancano riferimenti nemmeno verso una Europa che dovrebbe ritrovare se stessa e le sue radici cristiane. «Sorelle e fratelli, ecco la via della pace: la responsabilità.

Se ognuno di noi – a tutti i livelli – invece di accusare gli altri, riconoscesse prima di tutto le proprie mancanze e ne chiedesse perdono a Dio, e nello stesso tempo si mettesse nei panni di chi soffre, si facesse solidale con chi è più debole e oppresso, allora il mondo cambierebbe». In un passaggio chiede esplicitamente di pregare in modo particolare per «il martoriato popolo ucraino» affinchè con il supporto della «comunità internazionale» le due parti «trovino il coraggio di dialogare in modo sincero, diretto e rispettoso». La Russia di Putin viene solo evocata ma non menzionata mai direttamente.