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Ultimo aggiornamento: 10:13
Coerente con la mia ricerca spirituale tra Oriente e Occidente, e con i consigli di lettura precedenti, vi parlo di due donne straordinarie, due poetesse mistiche tardomedievali: Ildegarda di Bingen (1098-1179) e Lalla (1350 circa-1400 circa).
Da anni si assiste a una renaissance di studi su Ildegarda, figura extra-ordinaria nella storia della spiritualità: mistica, teologa, poetessa, carismatica monaca benedettina, studiosa di erboristeria e gemmologia, pioniera degli studi di linguistica, naturalista, influente consigliera politica, prima compositrice attestata della storia di Occidente. Venerata come santa ufficialmente dal 2012, da ben prima riconosciuta da ricercatori e iniziati di tutto il mondo come fonte di ispirazione, Ildegarda fu considerata voce autorevole dai potenti suoi contemporanei (da Federico Barbarossa a San Bernardo di Chiaravalle, da papa Eugenio III a Filippo d’Alsazia). Eppure, nella umile saggezza delle grandi anime, si definiva “una piuma abbandonata al vento della fiducia di Dio”.
Negli ultimi decenni, Ildegarda è divenuta icona universale della mistica, poiché le sue visioni (anche iconograficamente stupefacenti) sembrano confermare le intuizioni junghiane sull’Inconscio Collettivo: appare evidente come siano molto simili alla rappresentazioni del Divino di diverse tradizioni, dall’Adam Qadmon cabalistico al dio indù Krishna.







