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Ultimo aggiornamento: 7:00

Il gigantesco scaricabarile è già cominciato, prima ancora degli ingorghi e delle difficoltà per raggiungere le sedi di gara delle Olimpiadi Invernali 2026. Fondazione Milano Cortina ha scritto ai Comuni e alle Province ricordando che il compito è adesso sulle loro spalle, perché il caravanserraglio del comitato organizzatore ha una competenza e titolarità limitate alle aree di cui ha il controllo, ma non sulle strade di accesso o sulle vie dei paesi. Quindi la responsabilità di un possibile caos della viabilità (ma anche della pulizia, del decoro, della sicurezza…) ricade a valle, anzi sulle amministrazioni di montagna. Che sono tante e non si limitano alle due Host City, le città ospitanti dei Giochi, ovvero Milano e Cortina.

Sindaci e presidenti di Provincia però non ci stanno a fare da capri espiatori, ben consapevoli che i disagi olimpici ricadranno in primo luogo sulle popolazioni che amministrano, e che si stanno rendendo conto solo ora, a meno di due mesi dall’inizio delle gare, di quanto le Olimpiadi siano luccicanti ed entusiasmanti se viste da lontano, magari in televisione. Da vicino appaiono un coacervo di problemi irrisolti. Per questo la Provincia di Belluno ha risposto a Fondazione Mico invitandola a coinvolgere le autorità statali e l’Anas, visto che i problemi saranno talmente grandi da richiedere una soluzione su scala più ampia.