BELLUNO - Il caos dell’Alemagna comincia a fare paura. A 50 giorni dai Giochi le code, i rallentamenti, il traffico in tilt sulla statale 51, la via più diretta per la Cortina olimpica, sono un autentico terremoto. Tanto che le scosse telluriche diventano preoccupazione: partono dal Bellunese -è inevitabile- ma arrivano fino a Milano, dove ha sede la Fondazione MiCo 2026, il soggetto che svolge tutte le attività di organizzazione, promozione e comunicazione degli eventi sportivi e culturali relativi ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. Dev’essere risuonata una domanda, negli uffici di MiCo: e se a febbraio si dovessero verificare i problemi di traffico che si sono visti negli ultimi giorni? Una domanda che non trova risposta immediata, se non in una lettera che la stessa Fondazione ha mandato agli enti territoriali. E che suona tanto di scaricabarile.
Il testo non usa troppi giri di parole. E sostanzialmente dice una cosa: cari Comuni, cari enti territoriali, ora tocca a voi. Questo il senso generale, come a dire che se ci sono intoppi, la responsabilità è del territorio, non certo di MiCo. Già l’oggetto dice tanto: “Pianificazione e gestione delle attività al di fuori delle aree nella detenzione di Fondazione Milano Cortina 2026”. E poi, se dovesse servire la controprova, il testo della lettera inviata ai Comuni sede di gara (da Milano a Cortina passando per i territori di Trento e Sondrio), ma anche alle prefetture e alle questure parla chiaramente di «difetto di competenza rispetto al cosiddetto Venue Approach». «Si ribadisce -scrive MiCo- come la scrivente Fondazione possa provvedere alla gestione delle aree acquisite in uso esclusivo, mentre non abbia alcuna competenza per le attività da espletarsi sul resto del suolo comunale nell’ambito del “Venue Approach”, di competenza invece degli enti territoriali e in particolare dei Comuni, che d’altronde per alcune attività stanno già operando, come ad esempio per l’apprestamento della polizia locale e del look of the city». «Si ribadisce infatti -prosegue la missiva- come i servizi da apprestare in strade e piazze del territorio comunale, quali ad esempio lo sgombero neve e il posizionamento di bagni chimici, torri faro, contenitori rifiuti, segnaletica dedicata, non possa che essere d’interesse e di competenza comunale, fermo il possibile supporto degli altri enti e autorità competenti». Poi la stoccata: «In assenza dei necessari interventi da parte dei Comuni, le relative conseguenze -come l’assenza di pulizia delle strade e le ripercussioni sulla circolazione stradale- dovranno essere sempre gestite a livello comunale, salvo si rendesse necessario l’intervento delle Autorità di pubblica sicurezza e di protezione civile».







