CORTINA - Sono le Olimpiadi invernali, ma potrebbero essere tranquillamente i Giochi del caos. Quanto meno per gli albergatori e per chi vorrà arrivare nel Bellunese per seguire le gare di Milano Cortina 2026. Altro che bob e curling: la disciplina più in voga, a cinque mesi dall'accensione della fiaccola olimpica, rischia di essere lo slalom gigante tra le informazioni, seguita dalla discesa libera verso il "chiedo-ma-non-so". E per il mercato della ricettività diventa un problema bello grosso. Esempio? Ci sono alberghi che ricevono chiamate da turisti già in possesso di biglietti per seguire le gare olimpiche e desiderosi di prenotare una stanza per qualche giorno, durante i Giochi; ma alla domanda "possiamo raggiungere Cortina in auto e andare direttamente sui luoghi di gara?" sono costretti a rispondere in maniera laconica "non lo sappiamo". Succede soprattutto in Agordino, dove basta fare un passo il Giau o il Falzarego per arrivare in Ampezzo. «Ma ad oggi non sappiamo ancora come verrà gestito l'accesso a Cortina». È secco nella dichiarazione, Walter De Cassan, presidente degli albergatori bellunesi. Ed è seccato, ovviamente. Perché la questione l'aveva sollevata quasi un anno fa. E in dodici mesi mentre la sabbia nella clessidra è sempre meno sembra non essere successo niente.
Cortina, mancano 5 mesi all'accensione del braciere olimpico e non è chiaro se i passi saranno aperti. «Troppe incognite. I turisti vanno altrove»
CORTINA - Sono le Olimpiadi invernali, ma potrebbero essere tranquillamente i Giochi del caos. Quanto meno per gli albergatori e per chi vorrà arrivare nel Bellunese per seguire le gare di...






