Kirsty Coventry presidente del Cio, il 2 febbraio al Teatro alla Scala, prima del Concerto per celebrare l’apertura della Sessione del Comitato olimpico internazionale l’ha detto chiaramente: la preparazione dei Giochi Olimpici Invernali 2026 “è stata a tratti complicata”, ma l’evento è pronto a partire. In effetti, a poche ore dalla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 l’attenzione è rivolta non solo alle gare in parte già iniziate a Cortina con il doppio misto di curling allo Stadio del ghiaccio, ma al cantiere diffuso che sta cambiando il volto di molti territori tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. E mentre le opere consegnate in extremis permetteranno di svolgere le gare, restano ancora aperti molti interrogativi che riguardano il completamento dei cantieri, quanto impatterà il mantenimento delle opere costruite e la reale sostenibilità dei Giochi presentati nel dossier di candidatura “a costo zero”.
Olimpiadi Milano-Cortina 2026, il fotoconfronto: prima e dopo i lavori per i Giochi invernali
16 Gennaio 2026
L’eredità delle opere incompiute
La sfida dopo le medaglie sarà capire che fine faranno i progetti incompiuti, circa il 49%, molti dei quali considerati eredità da lasciare a chi quei in quei territori ha scelto di viverci. Si tratta di strade, linee ferroviarie, tangenziali, bonifiche. E per farsi un’idea sullo stato di completamento dei lavori è confermato che dei 98 interventi previsti dal programma olimpico per un valore di oltre 5 miliardi e mezzo di euro di investimento, coordinati dalla Società Simico Spa - di cui 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture stradali e ferroviarie - risultano concluse soltanto 40.














