«Quando, qualche giorno fa, ho sentito il presidente di Exor dire “I nostri valori e la nostra storia non sono in vendita”, ho pensato che parlasse de La Stampa. Poi ho capito che si riferiva alla Juventus. Mi sono vergognato per lui: le sue affermazioni sono state offensive». Così Pierino Crema, Consigliere comunale in quota Pd e presidente della Commissione Lavoro, oggi in Sala Rossa. Lo ha detto in presentazione del suo ordine del giorno focalizzato sulla trattativa di vendita del gruppo editoriale Gedi, di cui fa parte La Stampa. Il riferimento era a quanto detto da John Elkann per smentire l'ipotesi di vendita della società bianconera. «Il 10 dicembre - aggiunge Crema - abbiamo appreso che stava discutendo la vendita del Gruppo a un imprenditore greco che però si è detto non interessato a La Stampa: una impostazione che segnala spregio nei confronti di un giornale con oltre 150 anni di storia, che ha sempre rappresentato nel bene e nel male la storia di questa città».

1- LA STORIA DE “LA STAMPA”

Da Torino al mondo, le radici de La Stampa nei sogni di Frassati

Tre richieste

Con il suo atto politico Crema ha invitato il sindaco Lo Russo e la sua giunta a intervenire in tre modi: primo, a vigilare affinché l'operazione non produca «un impoverimento dell’informazione cittadina e regionale e una perdita di professionalità e pluralismo»; secondo, a intervenire nei confronti della proprietà «per rappresentare la preoccupazione di questo Consiglio Comunale e di vasti settori sociali ed economici della città»; terzo, ad «attivare iniziative in raccordo con le altre istituzioni locali e i sindacati» per garantire che la cessione del quotidiano La Stampa e degli altri organi di informazione «non comporti la perdita di posti di lavoro diretti e dell’indotto».