«Ora hanno militarizzato tutto, ma sarà servito a qualcosa?». Dai dehors di un bar in via Giulia di Barolo, Franco, 80 anni, parla dall’alto della sua esperienza di anziano di quartiere. A distanza di una notte dai disordini di sabato, a Vanchiglia la parola «militarizzazione» circola tra i pochi abitanti che scendono in strada confusi e disorientati. Ora devono fare i conti con i jersey, le reti metalliche, le camionette e le decine di agenti che presidiano le vie di accesso alla sede di Askatasuna. Chiedono indicazioni, imprecano per il parcheggio, sbuffano. Pochi hanno voglia di parlare e si chiedono: «Per quanto tempo durerà?».
Accessi bloccati e traffico deviato
Un’auto della polizia locale sbarra corso Regina Margherita poco dopo la biforcazione con corso San Maurizio. Da lì comincia il chilometro precluso agli automobilisti e ai tram (la linea 3 è sostituita da un bus) che si conclude in largo Berardi subito dopo il civico 47, sede del centro sociale. Lì, i cordoni di blindati della polizia alternati ai grandi jersey impediscono l’ingresso all’edificio e alle vie laterali, Guastalla e Buniva. Le camionette ricompaiono dove le due strade incontrano via Balbo, chiudendo così “a quadrato” il perimetro intorno ad Askatasuna.












