Alla manifestazione, nella parte iniziale del corteo, hanno preso parte circa duemila persone fra cui militanti storici di Askatasuna insieme a studenti, semplici cittadini e diverse famiglie con bambini. In testa al corteo c'era un grosso striscione che recitava "Torino Partigiana, Que Viva Askatasuna" e poi ancora "Askatasuna vuol dire libertà" e "Il futuro comincia adesso". Nessun segno di pentimento per aver sottratto per 29 anni un bene pubblico ai torinesi senza neppure pare l'affitto. A metà pomeriggio sono iniziati gli scontri di una parte dei manifestanti, molti a volto coperto, con le forze dell'ordine. Con tutto il centro bloccato e presidiato dalla polizia, gli antagonisti hanno provato ad avvicinarsi al complesso sgomberato. Gli scontri sono partiti nell'area fra corso Regina Margherita e via Vanchiglia: qui la polizia ha respinto con gli idranti i manifestanti, che hanno risposto con lanci di petardi e grosse pietre. Gruppi di persone incappucciate hanno quindi rovesciato e incendiato cassonetti dell'immondizia, trascinandoli in mezzo alla strada. Un'intera parte della città, fra l'ateneo di Palazzo Nuovo e la sede del centro sociale, è rimasta completamente paralizzata. La manifestazione si è poi conclusa all'altezza del ponte Vittorio Emanuele I, ma sono stati già annunciati due nuovi appuntamenti di protesta: il 17 gennaio con un'assemblea cittadina, mentre il 31 gennaio sarà organizzato un grosso corteo nazionale. Prevista una marcia anche nella serata di Capodanno.