Ora Askatasuna minaccia il Capodanno di Torino: «Saremo in strada per inaugurare un anno di lotte» promettono i militanti del centro sociale sgomberato giovedì, che sabato hanno portato in piazza almeno 5mila persone. Una protesta sfociata in scontri a poche decine di metri dalla sede di “Aska”, in corso Regina Margherita 47.
Il timore di nuovi scontri la notte di Capodanno
Il timore è che la sera del 31 scatti la “seconda puntata”, proprio in concomitanza con i brindisi di fine anno. E soprattutto con la grande festa che il Comune ha organizzato all’Inalpi Arena, il palazzetto ormai famoso in tutto il mondo perché casa delle Atp Finals di tennis: sono attesi 14mila spettatori e servirà un imponente dispiegamento di forze dell’ordine. Che, intanto, dovranno garantire la sicurezza attorno al centro sociale e per le strade della città: in questi giorni si sono alternate centinaia di agenti di Reparti mobili e Battaglioni, provenienti da Milano, Genova, Bologna. Ma un super lavoro del genere sarà più difficile da sopportare in un periodo di feste e di eventi un po’ in tutta Italia.
Il ruolo del questore Sirna e l’asse con il Viminale
Sarà una prova impegnativa per il questore di Torino, Paolo Sirna, lodato sabato dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Lo stesso che ha avallato il trasferimento di Sirna a Reggio Calabria dopo che, nel suo unico anno nel capoluogo piemontese, la città è stata sferzata da assalti dal grande valore simbolico, dalla Leonardo alle Ogr, fino alla redazione de La Stampa (con danni complessivi vicini ai 200mila euro). Giovedì Piantedosi ha poi rivendicato via social lo sgombero di Askatasuna, una prova di forza dopo mesi di tensioni.















