Blocco dei pagamenti della Pa per tutti i professionisti che siano debitori dello Stato. Anche sotto la soglia, attualmente già in vigore, di 5mila euro. La commissione Bilancio del Senato ha approvato il contestatissimo emendamento sui compensi dei professionisti. Ammorbidendo la misura rispetto alle prime versioni ma lasciando, nella sostanza, una forte stretta per tutte le partite Iva che lavorano con Comuni, Regioni, ministeri e tutte le varie diramazioni della Pa. Nei primi commenti arrivati dalle categorie professionali viene evidenziato il passo avanti rispetto alla formulazione iniziale del Ddl ma viene sottolineato come restino le disparità di trattamento.

Il perimetro di applicazione

La novità, infatti, riguarda tutte le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica, in caso di pagamenti «agli esercenti arti e professioni per l’attività professionale dai medesimi svolta, anche in favore di persone ammesse al patrocinio a spese dello Stato». Quindi, tutti i professionisti (ingegneri, architetti, geometri, medici, avvocati, commercialisti, solo per citare qualche categoria), incluso tutto l’universo del gratuito patrocinio. A loro sarà applicato per tutti i pagamenti, a partire dal 15 giugno 2026, il meccanismo attualmente in vigore solo sopra i 5mila euro.