Si va verso un compromesso sulla norma della Legge di Bilancio che subordina il pagamento delle parcelle ai professionisti che operano per la Pubblica amministrazione alla verifica della loro regolarità fiscale: a quanto apprende l'ANSA, infatti, l'ultima riformulazione, a firma del presidente della Commissione Bilancio del Senato Nicola Calandrini (FdI), che dovrebbe essere votata nelle prossime ore, stabilisce che per gli emolumenti, "anche in favore di persone ammesse al patrocinio a spese dello Stato, a decorrere dal 15 giugno 2026" si applicano i controlli pure per "il pagamento di importi fino a 5.000 euro" (oltre questo 'tetto' la legge lo prevede gi;à, ndr).
E, recita, a seguire, l'emendamento, la Pa verificherà "se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una, o più cartelle di pagamento di qualunque ammontare e, in caso affermativo" dovrà "procedere, direttamente in base all'esito della verifica, al pagamento in favore dell'agente della riscossione, fino a concorrenza del debito risultante dalla verifica", e "del beneficiario, nei limiti delle somme eventualmente eccedenti l'ammontare del debito" col Fisco.
La norma (soggetta, nelle ultime giornate, ad una ulteriore 'stretta', voluta dal ministero dell'Economia), sin dalla sua comparsa nella manovra economica, a fine ottobre, aveva incassato le critiche delle categorie professionali, a partire dagli avvocati che avevano, tra l'altro, proprio segnalato che avrebbe messo a rischio l'istituto del patrocinio a spese dello Stato e, contestualmente, la difesa dei più deboli, che non possono sostenere le spese legali.







