"Continuiamo a stupirci, forse, anche con un po' di imbarazzo, per la norma, inserita nella Legge di Bilancio per il 2026, all'esame del Senato, che vincola il saldo delle parcelle dei liberi professionisti, che operano per la Pubblica amministrazione, alla loro regolarità fiscale e contributiva", un'iniziat;iva "lesiva di tutti i professionisti, perché subordina il pagamento di prestazioni - regolarmente svolte - a requisiti fiscali e contributivi che nulla hanno a che vedere con il rapporto sinallagmatico e fiduciario, introducendo una disparità di trattamento rispetto ad altri lavoratori e trasferendo sui professionisti il rischio finanziario della Pubblica amministrazione".

Lo dichiara all'ANSA il presidente dell'Adc (Associazione dottori commercialisti) Gianluca Tartaro.

"Pur riconoscendo", osserva, "la legittimità dell'obiettivo di rafforzare la riscossione, riteniamo che la norma colpisca in modo selettivo una sola categoria di lavoratori, introducendo un trattamento sproporzionato e privo di adeguate garanzie".

La disposizione, prosegue il vertice del sindacato, "accentua, inoltre, un'evidente disparità di trattamento rispetto ai lavoratori dipendenti e ai dirigenti pubblici, i cui redditi restano tutelati dai limiti ordinari di pignorabilità, anche in presenza di debiti fiscali.