"Bene la proposta di soppressione dell'art.129 comma 10 della Legge di Bilancio" per il 2026, che condiziona il pagamento delle parcelle dei liberi professionisti da parte della Pubblica amministrazione alla verifica della loro regolarità fiscale e contributiva, "perché interviene su un testo poco comprensibile e dagli effetti distorsivi".
Lo dichiara all'ANSA il presidente di ProfessionItaliane (l'organismo che riunisce 24 dei 28 Ordini) e del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro Rosario De Luca, a proposito del deposito a Palazzo Madama di un subemendamento alla manovra economica soppressivo del nuovo obbligo da parte dei senatori del Carroccio Gianluca Cantalamessa e Marco Dreosto (un'analoga proposta per abolire la norma è arrivata anche dal Pd, a prima firma della parlamentare Anna Rossomando, ndr).
"Come associazione di rappresentanza del mondo ordinistico, siamo molto attenti ai profili etici e di liceità, ma introdurre vincoli così invasivi, solo per alcuni cittadini, crea solo disparità e ingiustizie.
È necessario - prosegue - azzerare, e avviare un percorso di condivisione, totalmente assente fino al momento, anche per introdurre dei limiti".
Per De Luca, infatti, se imporre, come stabilisce la norma del governo, siglata dal ministero dell'Economia, "il blocco totale dei compensi è fuori da ogni logica, si potrebbe, invece, mutuare quanto previsto per i lavoratori dipendenti, ai quali notoriamente può essere prelevato al massimo 1/5 degli emolumenti.







