Via libera al bonus per frequentare le scuole paritarie. Trovata la soluzione sul blocco dei pagamenti della Pa per i professionisti che hanno debiti con il fisco. Soppresso il divieto di compensazione dei crediti d’imposta per pagare i contributi.
Nella convulsa giornata della commissione Bilancio di Palazzo Madama, tra maxi-emendamenti che venivano spacchettati e rinviati, i lavori sui correttivi alla Manovra sono andati avanti. Votazione dopo votazione, i senatori hanno approvato una modifica dopo l’altra.
Quando, verso le otto di mattina, in commissione Bilancio alla Camera è arrivata la nuova versione del maxi-emendamento del governo alla Manovra, si sono concretizzati gli stralci annunciati nel mezzo della notte e le discussioni sono potute riprendere. Fuori dal correttivo ogni riferimento alle pensioni, come chiesto dalla Lega, e fuori anche una parte del pacchetto da 3,5 miliardi per le imprese. Restava nel testo soltanto l’estensione a tre anni dell’iper-ammortamento. I nuovi fondi per la Zona economica speciale unica nel Mezzogiorno, il caro materiali e le norme su Transizione 4.0 – che avevano tra le coperture la doppia stretta sul riscatto della laurea e sui tempi per l’uscita effettiva una volta raggiunti i requisiti – rientreranno, ma solo in un altro maxi. Con la modifica calano anche i fondi per Piano Casa: per il 2026 vengono stanziati 10 milioni. Non più, quindi, 150 milioni inizialmente previsti (e altri 150 nel 2027). E in tema infrastrutturale, Roma ha ricevuto rassicurazioni dal ministero dei Trasporti sui 50 milioni per la Metro C: la commissaria straordinaria Lucia Conti potrà siglare l’impegno sulle risorse.








