Dalla tassa sui pacchi a un'ulteriore richiesta di contributo alle banche e alle assicurazioni, passando per il raddoppio della Tobin tax, la retromarcia sugli affitti brevi e il nuovo bonus per chi frequenta le scuole paritarie: ecco alcune delle modifiche principali della manovra.
- PENSIONI E TFR, SALTA LA STRETTA.
Al termine di un braccio di ferro, saltano le 'finestre mobili' che allungavano ulteriormente l'età pensionabile anche rispetto ai maggiori mesi previsti per l'aspettativa di vita. Via anche l'ipotesi che rendeva meno conveniente il riscatto della laurea. Non trovano spazio neanche le novità sul Tfr dei neoassunti, anche se non è escluso il ripescaggio in futuri provvedimenti.
- IMPRESE. Dal 2026 arriva l'iperammortamento, la nuova agevolazione per chi investe in beni strumentali che sostituisce il credito d'imposta Transizione 4.0 e 5.0. Lo strumento sarà triennale (fino a settembre 2028) e condizionato a investimenti su beni 'Made in Italy'. Salta la maggiorazione al 220% per gli investimenti green. Altre misure per le imprese sono attese nel nuovo decreto entro fine anno o forse sul filo di lana con un emendamento: 1,3 miliardi per il credito d'imposta Transizione 4.0, i cui fondi sono andati esauriti; 532,64 milioni per le aziende che hanno fatto domanda per il credito d'imposta per la Zes unica.












