Raddoppia la tassa sulle transazioni finanziarie. Da 0,2% passa a 0,4%. Ancora da chiarire se il rincaro sarà tutto in una volta dal 2026 o se la Tobin Tax italiana, introdotta dal governo Monti, aumenterà gradualmente nell’arco di due anni. I dettagli saranno chiariti dai testi degli emendamenti del governo alla Manovra, attesi oggi in commissione Bilancio in Senato. Si tratta di misure che serviranno a compensare altre modifiche, ad esempio per riscrivere l’articolo 18 sui dividendi.
Il principio che sta guidando la mano dei tecnici del governo è quello dell’auto-compensazione. Vale a dire che la riscrittura degli articoli dovrà avere le adeguate coperture per non alterare i saldi di finanza pubblica e proseguire con l’obiettivo di portare il deficit al 3%, o anche sotto tale asticella, aprendo la strada all’uscita della procedura europea per disavanzo eccessivo.
L’imposta sulle transazioni finanziarie è un esempio. Un altro è il meccanismo che permette di non far scattare dal prossimo anno il rincaro sugli affitti brevi. Il disegno di legge di Bilancio alza infatti al 26% il prelievo per i proprietari, fatta eccezione per quella piccola fetta di persone che dà in locazione un proprio immobile per pochi giorni senza ricorrere alle piattaforme. Il correttivo sul quale è stato trovato l’accordo di maggioranza lascia la tassazione a 21% sul primo immobile affittato. L’aliquota sale al 26% per il secondo. Dal terzo si passa al reddito d’impresa (oggi scatta dal quinto in poi). In questo modo gli incassi dovrebbero coprire gli introiti previsti nella prima versione della norma. Allo studio anche l’equiparazione della tassazione sulle polizze per infortunio conducente (oggi al 2,5%) a quelle Rc auto, su cui grava il 12,5%.







