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18 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:40
Un “dietrofront” chiesto con forza. Sia sul riscatto della laurea che sulle finestre per le pensioni anticipate. I sindacati dei medici si fanno sentire dopo il pasticcio del governo nel maxi-emendamento alla Manovra, con le due norme che hanno finito per rappresentare una mazzata per chi ha deciso di “pagare” gli anni di studi e per chi deciderà di seguire il modello degli anni di servizio per andare in pensione. Anaao Assomed e Cimo-Fesmed chiedono che “venga cancellata” la norma contenuta nel maxi-emendamento, in caso contrario promettono “una valanga di ricorsi”.
“Riteniamo profondamente ingiusto e forse anche anticostituzionale – dichiarano in una nota Pierino Di Silverio, segretario Anaao Assomed, e Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed – penalizzare i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione a partire dal 1° gennaio 2031 e che si vedranno ridotto il conteggio degli anni riscattati ai fini dei requisiti per il pensionamento”. I due leader sindacali accusano: “Colpire i lavoratori laureati è un orribile segnale da parte del Governo, che vorrebbe penalizzare la parte più istruita della popolazione, come se aver dedicato anni di vita agli studi universitari costituisse una colpa”.















