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Ultimo aggiornamento: 20:08

Tutto da cancellare. No, solo la parte relativa al riscatto della laurea. Le pensioni scatenano il caos dentro la maggioranza. Il casus belli è il maxi-emendamento del governo che prevede nuove finestre per l’età pensionistica “anticipata” e l’assurda regola che allunga fino a 33 mesi l’addio al lavoro per chi ha riscattato il periodo di studi universitari. Le modifiche hanno l’effetto di una bomba nel centrodestra, soprattutto dalle parti della Lega, il partito che ha sempre sventolato come una bandiera l’obiettivo della cancellazione della legge Fornero. E che ora si ritrova a fare i conti con un ulteriore slittamento delle finestre e il caso, clamoroso, della retroattività della norma sul riscatto della laurea. Una vera e propria mazzata.

Così il leghista Claudio Borghi, tra gli alfieri dell’addio alla Fornero, prima evoca la “manina” sul riscatto della laurea e poi annuncia di voler presentare un emendamento per mandare a carte quarantotto l’intero schema disegnato dal governo nel maxi-emendamento presentato martedì. “Ho fatto depositare” l’emendamento “che cancella la parte relativa alle pensioni, relativamente alle finestre e al riscatto della laurea, e sostituisce con una copertura che noi abbiamo individuato nell’Irap sulle banche specificando che è una clausola di salvaguardia”, ha detto il senatore del Carroccio che – per inciso – è anche relatore alla Manovra.