Il dietrofront sulle pensioni è cosa scontata. Dopo una giornata tra malumori, imbarazzo e accuse alle classiche “manine” protagoniste da sempre di scelte impopolari o scomode di tanti esecutivi, è stata Giorgia Meloni a mettere uno stop e ad annunciare in Aula che il governo correggerà la stretta. Il Mef sarebbe già al lavoro sulla modifica. Via i tagli retroattivi sul riscatto della laurea, come anticipato dalla premier. Da capire, invece, se verrà modificata anche la stretta sulle finestre. Così chiede la Lega che ha presentato un emendamento per cancellare entrambe le norme proponendo a clausola di salvaguardia, a partire dal 2033, eventuale innalzamento dell’Irap. Meloni, rispondendo in Aula sul punto, chiude così l’ultima grana piovuta sulla manovra.

Via libera definitivo il 30 dicembre

La Camera licenzierà il Ddl bilancio, con il voto definitivo, entro le 14 del 30 dicembre. È quanto emerso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio convocata nella serata di ieri. La manovra, ora all’esame della commissione Bilancio del Senato, verrà trasmessa da Palazzo Madama a Montecitorio il 23 dicembre. Nel dettaglio, è stato stabilito che l’Assemblea avvierà la discussione generale sul Ddl alle 16 di domenica 28 dicembre, con la posizione della questione di fiducia attesa attorno alle 19. Il lunedì successivo, alle 19 circa, si terrà il relativo appello nominale. La dichiarazioni di voto finale (con un rappresentante di ciascun gruppo) sono state programmate a partire dalle 12 del 30 dicembre, in diretta tv, con la votazione finale entro le 14 della stessa giornata.