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Ultimo aggiornamento: 19:31

La Cgil contro il governo per la pesante stretta sulle pensioni arrivata a sorpresa con il maxi-emendamento alla legge di Bilancio depositato martedì in commissione al Senato. “Si andrà in pensione sempre più tardi”, commenta la segretaria confederale Lara Ghiglione. “Con queste scelte l’esecutivo riesce in un’impresa clamorosa, quella di superare persino la legge Monti-Fornero, rendendo il sistema previdenziale ancor più rigido, ingiusto e punitivo per lavoratrici e lavoratori”.

“Non siamo di fronte a semplici aggiustamenti tecnici”, prosegue la dirigente sindacale, “ma a un vero e proprio inasprimento strutturale del sistema”. Infatti, “il maxi-emendamento allunga progressivamente le finestre di decorrenza delle pensioni anticipate fino a sei mesi dal 2035 e, nei fatti, considerando anche l’adeguamento alla speranza di vita che il governo ha scelto di non bloccare, porta l’accesso alla pensione anticipata a 43 anni e 9 mesi di contribuzione nel 2035, smentendo nei fatti le promesse fatte a lavoratrici e lavoratori. Altro che flessibilità: si costringono le persone a restare al lavoro sempre più a lungo, aumentando i periodi scoperti tra lavoro e pensione e producendo risparmi di spesa solo rinviando diritti maturati”, denuncia.