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20 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:48
“Ancora una volta emerge un atteggiamento punitivo e incomprensibile verso lavoratrici e lavoratori“. Il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia critica così il nuovo emendamento alla manovra, appena presentato dal ministero dell’Economia, che tra i contenuti principali abolisce la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipata cumulando gli importi della previdenza complementare e taglia l’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. “Siamo davanti a un governo bugiardo, inaffidabile, che promette una manovra “lineare e semplice” e poi la riscrive a colpi di maxi-emendamenti, nel caos e nel ritardo. E soprattutto sceglie, sistematicamente, di “mettere in ordine” i conti scaricando il prezzo su chi ha già pagato di più: chi ha iniziato a lavorare presto, chi svolge mansioni gravose e usuranti, chi chiede soltanto regole chiare, stabili e rispettose dei diritti maturati”, attacca Boccia. “La parte più grave”, accusa, “è quella previdenziale: non siamo davanti a un intervento tecnico, è una scelta politica. L’emendamento introduce misure che fanno cassa sulle pensioni e sui diritti. La relazione tecnica lo ammette: la minore spesa pensionistica cresce nel tempo, da 12,6 milioni nel 2026 fino a 130,8 milioni nel 2035. È il solito schema: si sposta l’asticella, si restringono le condizioni, si rinvia a un decreto successivo l’adeguamento delle tabelle attuariali, cioè si porta fuori dal confronto parlamentare ciò che invece meriterebbe trasparenza e discussione”.













