Natale non significa solo panettone e pandoro: in giro per il mondo, le tavole celebrative possono trasformarsi in vere e proprie sorprese gastronomiche. In Giappone, ad esempio, il «cenone» è a base di pollo fritto; in Norvegia c’è chi osa la tradizionale «testa di pecora al forno», mentre nei regni Artici balene e squali diventano protagonisti di ogni banchetto. Tra piatti che sfidano il coraggio più che l’appetito e dessert che custodiscono insoliti simbolismi, ogni Paese celebra con sapori unici (e, talvolta, bizzarri): ecco alcune delle preparazioni festive più insolite.
«Mattak» — Groenlandia
Il «mattak» è una specialità che racconta l’Artico meglio di qualsiasi fotografia: sottili strisce di pelle e grasso di balena (narvalo o beluga) servite crude e ghiacciate, dal morso quasi impossibile. La superficie elastica, la temperatura tagliente e la compattezza tenace lasciano poche chance alla masticazione, costringendo a una deglutizione praticamente immediata. Per le comunità inuit si tratta di «un concentrato di nutrienti essenziali», ma non solo: questo alimento, fortemente identitario, rappresenta un frammento di vita quotidiana in un contesto in cui il cibo è «questione di sopravvivenza, prima che di gusto».















