Il Natale non piace a chi legittimamente non vuole fare i conti con certi sentimenti. Il Natale conferma la realtà dello stereotipo: il raduno familiare che altrimenti non avviene. Umano detestare la ricorrenza. Il secondo stereotipo confermativo è il fatto che tutto ruota attorno al cibo. Ingozzarsi e ubriacarsi come facilitatori della resa dei conti, sia che il Natale vi piaccia oppure no. Ritorna il parallelismo tra cibo, sesso e dipendenze: in una situazione irreale, quale il Natale, tutti nessuno escluso ricorrono a qualcosa che obnubila e abbatte le inibizioni. Un ruolo che nello straordinario caso in specie attiene più al cibo che all’alcol. Pranzi e infinite cene come catalizzatori del caos. A me il Natale piace. O meglio lo avvicino con gioia sfumata, ma la proiezione è positiva. Ho aspettative.
Questo è il nostro menù (non distinguo tra pranzi, cene, vigilia, 25 e rigurgiti di Santo Stefano): paté, acciughe, crostini, salmone, salumi, cardi e formaggio fuso, cipolline, pomodorini farciti, insalata russa, catalana, pasta a vongole, riso allo stampo, lasagna, arrosto, corona, gamberoni, patate al forno, puntarelle, tortellino in brodo, panettone & mascarpone, frutta secca, mandarini, bollicine, bianco, rosso, grappa e digestivi. Chissà cosa scordo. Più ci si ingozza, più l’aria diventa viziata, più montano le nevrosi. L’irrisolto, mamma inacidita e papà che ciondola, i lutti che bussano agli stomaci esausti, i bimbi che ridanno senso al Natale ma urlano, sorelle irrequiete, il risucchio degli anziani che senti solo quello, lo scopone che non si riesce mai a finire (uno dorme, il bimbo strepita, uno si è rotto le palle), la tombola figurarsi, quelli che fanno due passi per sparire, zie trattate come la peste nera, il più vecchio un po’ tocco che assiste a quel cinema e finalmente ride, mogli che non riescono a capire l’incoerente entropia proprio come tu non capisci il loro, di Natale. Tutto sfugge di mano. Si litiga. Sommarie rese dei conti. E via di sigarette sul balcone, corpi saturi incuranti del freddo, ma come è possibile che sia successo ancora?














