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Ultimo aggiornamento: 7:45
di Roberta Marchi
Il Natale è da sempre associato a parole come amore, famiglia, condivisione, pace. È un tempo dell’anno in cui si celebra la nascita, la speranza, la possibilità di un mondo migliore. Eppure, proprio durante le feste natalizie, milioni di animali vengono uccisi per diventare “tradizione”, “piatto tipico”, “consuetudine”. Durante le feste la richiesta di carne cresce e di conseguenza cresce il numero degli animali uccisi. Come Rete dei Santuari di Animali Liberi sentiamo la necessità di fermarci, ancora una volta, a riflettere sul significato profondo di questo periodo e su quanto sia urgente estendere il messaggio del Natale a ogni forma di vita.
L’antispecismo ci invita a mettere in discussione un’idea radicata: quella secondo cui alcune vite valgano più di altre solo in base alla specie di appartenenza. È una prospettiva che ribalta completamente il modo in cui siamo stati educati a guardare il mondo e che ci chiede di riconoscere gli animali non umani come individui senzienti, capaci di provare paura, gioia, dolore, desiderio di libertà. Nei santuari, ogni giorno, viviamo questa esperienza: incontriamo sguardi, conosciamo storie e scopriamo personalità che rendono impossibile continuare a pensare agli animali come a risorse o prodotti.















